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martedì, 30 ottobre 2007

Cutolo sarà padre di Denise

OTTAVIANO (Napoli) - La notizia è stata tenuta nascosta per nove, lunghissimi mesi. Custodita dal silenzio dell'avvocato di famiglia e degli specialisti, un andrologo e un ginecologo, che hanno seguito tutta l'operazione. Così fino all'ultimo, fino a questa mattina quando Immacolata Iacone, moglie di Raffaele Cutolo, entrerà in sala parto e, come programmato da giorni, darà alla luce una bambina concepita con inseminazione artificiale. Si chiamerà Denise. Denise Cutolo. Sarà la prima e unica erede dell'ex capo della camorra, condannato a nove ergastoli, in carcere dal 1982 e sottoposto da 14 anni al regime del 41 bis.

L'autorizzazione per la fecondazione assistita Cutolo e signora l'hanno ottenuta dal ministero di Giustizia nel 2001. Dopo otto anni di istanze. Lo aveva rivelato lo stesso fondatore della Nuova camorra organizzata, il 24 febbraio 2006, in un'intervista a Repubblica. "Morirò in prigione, il mio ultimo desiderio è regalare un figlio a mia moglie", disse. E il desiderio, a sorpresa, si è avverato.

Quello disposto dai giudici fu un provvedimento senza precedenti, soprattutto se si pensa a un pluriergastolano mai pentito, il cui nome, ancora oggi, nonostante quasi mezzo secolo di pena scontata in molte carceri italiane (attualmente è rinchiuso a Terni nella cella che fu di Bernardo Provenzano, che ha preso il suo posto nel carcere di Novara), rievoca un stagione di sangue e violenze, una delle più buie nella storia della criminalità organizzata del nostro paese.

Ma tant'è, la nuova paternità del "Professore", o "don Raffaele", come lo chiamavano i suoi affiliati, diventa proprio per questo un fatto straordinario. Anche per motivi anagrafici: Cutolo ha appena compiuto 65 anni, è in condizioni di salute precarie, sua moglie - che ha sposato nel '83 all'Asinara e che da allora ha visto sempre e solo dietro le sbarre - ne ha 43. Che la fecondazione e la gravidanza andassero a buon fine, insomma, non era affatto scontato.

I Cutolo ormai ci speravano appena, anche perché non era il primo tentativo di far "volare la cicogna" dalla cella (prima Belluno, poi Novara, ora Terni, seguiti sempre dallo stesso andrologo, Gennaro Romano, di Pomigliano d'Arco). Denise verrà alla luce nel reparto di ginecologia e ostetricia del II Policlinico di Napoli. La signora Cutolo si è ricoverata ieri mattina, pregando l'équipe che l'ha seguita (diretta dal professor Pasquale Martinelli) di fare il possibile per tutelare la riservatezza: "Mi rendo conto che la nascita di mia figlia susciterà la curiosità dell'opinione pubblica. Non porta un cognome qualsiasi, ma farò di tutto perché possa avere una vita normale, tranquilla, lontana dai riflettori e dai pregiudizi".

"Una notizia lieta - dice l'avvocato Gaetano Aufiero, uno dei difensori dell'ex boss - . Il mio cliente ha sulle spalle 43 anni di carcere (interrotti da due brevi latitanze, ndr), continua a dire che vuole pagare i suoi errori con dignità, espiando le pene perché secondo lui questo è l'unico modo per chiedere perdono. Lo Stato gli ha dato la possibilità di diventare padre, credo fosse un suo diritto, a prescindere dalle colpe che ha". Per avere l'autorizzazione al prelievo del liquido seminale, ricorda, ci sono voluti ben otto anni: "E' stata una battaglia iniziata nell'83. Oggi penso dovrebbe essere una cosa del tutto naturale consentire a un detenuto, soprattutto se ergastolano, di avere un figlio con la propria moglie o compagna".

Cutolo un figlio lo aveva già avuto nel 1962, dalla prima moglie Filomena Liguori. Si chiamava Roberto. Fu freddato con dieci colpi di pistola la sera del 19 dicembre 1990 ad Abbiate Guazzone, in provincia di Varese. Una vendetta della camorra. Aveva solo 28 anni, era in soggiorno obbligato a Tradate, dove viveva con la giovane moglie. A condannare a morte Cutolo jr fu Mario Fabbrocino, che per quell'omicidio due anni fa si è preso l'ergastolo.

Unico figlio del boss, che lo definì "il figlio della sfortuna", Roberto Cutolo era stato coinvolto in diverse indagini, tra cui quella per una fornitura di prefabbricati nel dopo terremoto in Campania negli anni '80. Adesso a portare un cognome così ingombrante sarà una femmina. Denise Cutolo è nipote di Rosetta, la sorella sessantaduenne di don Raffaele che per molti anni - con il fratello in carcere - lo ha rappresentato al vertice della Nuova camorra organizzata. All'epoca la roccaforte del clan criminale era il castello mediceo di Ottaviano, una splendida residenza che oggi, divenuto simbolo di libertà, ospita gli uffici del Parco del Vesuvio.

La piccola Denise crescerà in un più modesto appartamento nel centro del paese. Nel suo futuro la camorra sarà solo una parola lontana. "Vorrei che non la sentisse mai nemmeno pronunciare, perché è sinonimo di dolore per tutti - dice Immacolata Iacone dal letto dell'ospedale - . Quando sarà grande magari qualcuno le racconterà delle cose. Saprà chi è suo padre, conoscerà il suo passato, ma Raffaele è mio marito, l'uomo che amo. Non potrei mai immaginare la mia vita senza di lui".

Ventidue anni di differenza, Cutolo e la moglie si sono conosciuti nella sala colloqui del carcere di Ascoli Piceno. Era il 1982. Lei ha 18 anni, è lì coi genitori per far visita al fratello. Lui, don Raffaele, è il super boss della camorra. Comanda, dal carcere, un esercito di 7 mila uomini. "Lo sentii dire che chi fa del male a un bambino va subito ucciso - ricorda la Iacone - . D'istinto gli feci: ma che dice, scusi? Mia madre mi sgridò. Lui era Cutolo. Non dovevo permettermi di rivolgermi così a quell'uomo. Raffaele si fermò, mi guardò. Era incuriosito. Pochi mesi e ci siamo fidanzati. L'ho baciato una sola volta in vent'anni, il giorno del matrimonio in carcere. Lui me lo disse: se ti sposi con me è come essere vedova. Oggi mi ha regalato una figlia, e sono felice".



(30 ottobre 2007)
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