Sono la pecora nera,
ricordatemi per questo, scrivetelo a caratteri cubitali sulla mia tomba, forse un giorno avrà un valore inestimabile, mi ripagherà dei danni subiti nel vivere il mio tempo, qui, in Italia, nel Meridione, a Napoli.
Sono la pecora nera,
quella che non ha capito la direzione del gregge e sta andando inesorabilmente dall’altra parte, convinto che quella è la strada da percorrere. Solo che sto camminando in salita, sto superando ostacoli, pericoli, e forse sto urtando anche la suscettibilità di tutti quelli che incontro che vanno nel senso opposto.
Sono la pecora nera,
cosi li vedo passare, anzi no sfrecciare, collusi, corrotti, quelli che hanno scambiato il loro voto con posizioni di privilegio, e vanno via impettiti ed orgogliosi, non perseguiti anzi protetti, da questo Stato, in ostaggio di questi vermi.
Corruzione e collusione dilagante ed arrogante, e chi sta fermo lo fa solo per ricattare, e con gli altri ottenere privilegi privati derivanti da denaro pubblico, che volenti o nolenti, una volta finito sul tuo conto corrente ti da sempre ragione, anche quando hai torto marcio.
Io sono la pecora nera,
feliceiovino