Napoli

Blog su Napoli, gli affari, politica le commistioni, il nepotismo, la dittatura della demagogia e dell'oramai vetusto panorama politico-assistenzialista che è incapace di dare alla città ed alla regione un equilibrio economico-produttivo (e chi vi parla non è un conservatore :))
sabato, 05 maggio 2007

La grande divisione tra furbi e coglioni

Alla luce di quanto accade sotto i nostri occhi allibiti, la cara classe dirigente "sinistra" (nel senso di ambigua), ha pensato bene di attuare il vero colpo di genio, il FINAL CUT di un film che avevamo già visto in precedenza, il gesto che consacrerà l'appellativo "coglione"  così amato in campagna elettorale dal popolo della sinistra: il partito Democratico. A giudicare dai personaggi raccattati in giro dalla Margherita non ci si poteva aspettare di meglio, li avevo visti trafficare, indaffarati come ai tempi della migliore Democrazia Cristiana, ma non mi aspettavo che ad un anno dalle elezioni si fossero già dichiarati e sdoganati da invocare a piena voce la nascita del GRANDE PARTITO DI CENTRO. I diessini che potevano fare? Isolarsi a sinistra coi comunisti, perdendo così la caratteristica di partito di governo, perchè parliamoci chiaro i comunisti in italia non potranno mai governare, poichè dovrebbero attuare finalmente le riforme comuniste e quindi rivoluzionarie (abolire la proprietà privata, etc....) e non c'è nemmeno più l'Unione Sovietica a sostenere tale volontà, come succedeva nel secolo scorso.   Il quadro è così nitido, che i Diessini hanno dovuto premere l'accelleratore per coalizzarsi, prima che la Magherita volesse fare un tentativo con l'UDEUR e l'UDC di Casini, e creare un partito di maggioranza relativa coi vari dissidenti confluiti da Forza Italia e riformare la tanto sospirata, quanto mai dimenticata, Democrazia Cristiana, con la benedizione di Silvio Berlusconi che sarebbe potuto andare di nuovo ad occuparsi delle sue aziende, governando longa manu attraverso i "pupazzi" ai quali avrebbe dispensato visibilità, in base alla "fedeltà dimostrata" come faceva ai vecchi tempi. Così addio riforme, addio Stato giusto ed equo, addio regole del gioco che stiamo aspettando da decenni,per cominciare la partita.
Ed allora il popolo della sinistra deve fare un attenta analisi, su dove sbaglia continuamente.
Ed uno dei più grossi errori che commette il popolo progressista Italiano (perchè di fondo nessuno è comunista davvero in Italia), è quello di identificare da 60 anni la lotta per i diritti, per l'equità e le regole con il comunismo. E' un gravissimo errore strategico, che ci porta a non ottenere mai le regole fondamentali del vivere in comune. Ad. es. l'abolizione dei conflitti di interesse nelle cariche pubbliche è diventato un principio comunista (quando è un principio liberale di tutte le democrazie capitaliste evolute), e potresti anche diventare un sovversivo chiedendo l'incompatibilità di certe cariche pubbliche con l'elettorato passivo, ad es. arriverei ad escludere i medici dalle competizioni elettorali in quanto hanno il "ius vitae ac necis" sui loro pazienti, i quali potrebbero essere influenzati e non votare di coscienza. Ma come si può sollevare questo dubbio senza passare per sovversivo e comunista?. Escluderei tutti i funzionari dello stato, tutti giudici e tutti quelli che attraverso il ruolo e la funzione che svolgono possono determinare nell'elettore una mancanza di liberta o il minimo senso di coazione psicologica. Ma questi, in Italia, sono discorsi da comunista. Si comincia cosi e si finisce per abolire la proprietà privata......E cosi aspettiamoci il rigurgito Democristiano che avrà il suo sfogo, opere pubbliche appaltate alla mafia, con 12000 varianti ed un costo 100 volte superiore al valore iniziale...
Aspettiamoci consulenze plurimiliardarie, aspettiamoci un ulteriore inasprimento del nepotismo, di fancazzisti nei pubblici uffici, nelle università, nelle istituzioni, aspettiamoci un ritorno di orgoglio mai sopito da parte dei "compilatori di A4", che tra sovvenzioni comunali, provinciali,regionali,statali ed Europee, specie al Sud tolgono per sempre la possibilità di uno sviluppo economico in quanto i soldi non verranno investiti, ma come al solito finiranno sui soliti conti correnti non di chi produce e quindi reinveste e produce occupazione, ma di coloro che li investono in lussi personali. 

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