Napoli

Blog su Napoli, gli affari, politica le commistioni, il nepotismo, la dittatura della demagogia e dell'oramai vetusto panorama politico-assistenzialista che è incapace di dare alla città ed alla regione un equilibrio economico-produttivo (e chi vi parla non è un conservatore :))
sabato, 12 maggio 2007

Andrea Rivera, sei un vero coglione!

Da la Repubblica: “L’Osservatore romano giudica come “vili attacchi” quelli pronunciati dal palco durante il Concertone di ieri a Roma, e paragona le parole di Andrea Rivera, uno dei conduttori, a un gesto di “terrorismo”. Dal palco di San Giovanni Rivera aveva attaccato il Papa, e la Chiesa che “non si è mai evoluta”: “Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana” aveva scandito al microfono”. 

L’attacco dell’Osservatore. Il quotidiano della Santa Sede equipara le parole di Rivera a un atto “terroristico”: “E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore. E’ vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”. 

 Del resto lo stesso direttore di Raitre Paolo Ruffini, unitamente ai segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, si sono prontamente dissociati da quanto detto da Rivera.

Considerazioni:

Rivera sei un un Coglione. Ma non perchè non hai detto cose veritiere…. Ma perchè sei  andato ad immolarti sull’altare sbagliato, (come del resto facciamo tutti noi coglioni, quando ci viene data l’occasione di immolarci :).  “Andrea, non riceverai nessun monumento, almeno per i prossimi 220 anni”, almeno finchè non si compirà il nuovo ciclo democratico in italia (monarchia-tirannia-democrazia-oligarchia), e la chiesa sarà ancora li a decidere sull’evoluzione del nostro paese, non secondo i canoni cristiani (che sono quelli della tolleranza, del vivere in pace, essere socialmente solidali, di apertura e amore verso gli altri), ma secondo quelli del Tempio, attento a non perdere nemmeno una briciola del potere accumulato. E gestire l’unione fondamentale su cui si basa tutta la società e scandirne i vari momenti è un enorme potere, sul quale la Chiesa non farà mettere le mani a nessuno. In Europa si è approvata una legislazione in materia di convivenze civili che in Italia non verrà mai attuata perchè siamo governati ed amministrati  dai pupazzi del Clero.  E la morale è sempre quella: chi procura i voti? Siamo certi che il clero non gestisca il voto dei propri fedeli (i quali sarebbero ben felici di assecondare il volere divino)? E se, “procedendo per assurdo”, fosse il clero a procurare i voti a molti degli eletti nelle istituzioni civili, ti sembra possibile che gli eletti non onorino l’aiuto ricevuto schierandosi dalla parte del volere ecclesiastico? Non ti sembra strano che persino i sindacati, che dovrebbero rappresentare la parte laica del paese, quella dei diritti fondamentali e della difesa delle classi piu deboli, ti abbiano fatto terra bruciata intorno? “Rivera? E chi lo conosce!” Eppure hai detto una cosa vera, incontestabile. Non ti sembra strano che si va verso una legge elettorale che sa di “partito unico”con sbarramenti per le minoranze che avranno sempre meno diritti e meno voce in capitolo in nome della “governabilità del paese”. Perchè il nostro è un paese difficile da governare perchè è già governato, attraverso lunghi fili che muovono “pupazzi”.
Tu sei vivo, non hai fili, sei sfuggito al controllo dei “pupari” ed hai detto una cosa che non si doveva dire (non in Italia), così potrai calare il tuo bel cartello di “fine delle trasmissioni” e sta sicuro che non finirai nemmeno nell’elenco dei “martiri della comunicazione”, perchè non servi a dimostrare che c’è in atto un attacco alla libertà di informazione.

feliceiovino

postato da pipponet alle ore 13:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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sabato, 17 marzo 2007

PIU' LATINO E CANTI GREGORIANI - NIENTE COMUNIONE AI DIVORZIATI

I futuri preti si preparino «a comprendere e celebrare la messa in latino» a «utilizzare i testi latini e a eseguire il canto gregoriano». I fedeli, invece,«siano educati a conoscere le più comuni preghiere in latino come anche a cantare in gregoriano certe parti della liturgia». Papa Ratzinger spezza una lancia per una liturgia più vicina alla tradizione e per una valorizzazione della lingua latina. Servirebbe, ha spiegato nell'esortazione apostolica post-sinodale «ad esprimere meglio l'unità e l'universalità della Chiesa» in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II. «Eccettuate le letture, l'omelia e la preghiera dei fedeli - si legge nel testo - è bene che tali celebrazioni siano in lingua latina, così pure siano recitare in latino le preghiere più note della tradizione della Chiesa ed eventualmente eseguiti brani in canto gregoriano».
Benedetto XVI ha ribadito poi che la prassi della Chiesa è di «non ammettere» ai sacramenti i divorziati risposati. E questo a causa «del loro stato e la loro condizione di vita» che «oggettivamente contraddicono quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa che è significata ed attuata nell'eucarestia». Quello dei divorziati risposati è «una vera piaga - ha aggiunto il pontefice - dell'odierno contesto sociale che intacca in misura crescente gli stessi ambienti cattolici. I pastori per amore di verità sono obbligati a discernere bene le diverse situazioni, per aiutare spiritualmente nei modi adeguati i fedeli coinvolti».
postato da pipponet alle ore 09:22 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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