Napoli

Blog su Napoli, gli affari, politica le commistioni, il nepotismo, la dittatura della demagogia e dell'oramai vetusto panorama politico-assistenzialista che è incapace di dare alla città ed alla regione un equilibrio economico-produttivo (e chi vi parla non è un conservatore :))
mercoledì, 31 ottobre 2007

Il pacchetto sicurezza ed i nuovi poteri ai Sindaci

camicia-nera.jpgQuesto governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

postato da pipponet alle ore 09:26 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: il pacchetto sicurezza, nuovi poteri ai sindaci


martedì, 30 ottobre 2007

Cutolo sarà padre di Denise

OTTAVIANO (Napoli) - La notizia è stata tenuta nascosta per nove, lunghissimi mesi. Custodita dal silenzio dell'avvocato di famiglia e degli specialisti, un andrologo e un ginecologo, che hanno seguito tutta l'operazione. Così fino all'ultimo, fino a questa mattina quando Immacolata Iacone, moglie di Raffaele Cutolo, entrerà in sala parto e, come programmato da giorni, darà alla luce una bambina concepita con inseminazione artificiale. Si chiamerà Denise. Denise Cutolo. Sarà la prima e unica erede dell'ex capo della camorra, condannato a nove ergastoli, in carcere dal 1982 e sottoposto da 14 anni al regime del 41 bis.

L'autorizzazione per la fecondazione assistita Cutolo e signora l'hanno ottenuta dal ministero di Giustizia nel 2001. Dopo otto anni di istanze. Lo aveva rivelato lo stesso fondatore della Nuova camorra organizzata, il 24 febbraio 2006, in un'intervista a Repubblica. "Morirò in prigione, il mio ultimo desiderio è regalare un figlio a mia moglie", disse. E il desiderio, a sorpresa, si è avverato.

Quello disposto dai giudici fu un provvedimento senza precedenti, soprattutto se si pensa a un pluriergastolano mai pentito, il cui nome, ancora oggi, nonostante quasi mezzo secolo di pena scontata in molte carceri italiane (attualmente è rinchiuso a Terni nella cella che fu di Bernardo Provenzano, che ha preso il suo posto nel carcere di Novara), rievoca un stagione di sangue e violenze, una delle più buie nella storia della criminalità organizzata del nostro paese.

Ma tant'è, la nuova paternità del "Professore", o "don Raffaele", come lo chiamavano i suoi affiliati, diventa proprio per questo un fatto straordinario. Anche per motivi anagrafici: Cutolo ha appena compiuto 65 anni, è in condizioni di salute precarie, sua moglie - che ha sposato nel '83 all'Asinara e che da allora ha visto sempre e solo dietro le sbarre - ne ha 43. Che la fecondazione e la gravidanza andassero a buon fine, insomma, non era affatto scontato.

I Cutolo ormai ci speravano appena, anche perché non era il primo tentativo di far "volare la cicogna" dalla cella (prima Belluno, poi Novara, ora Terni, seguiti sempre dallo stesso andrologo, Gennaro Romano, di Pomigliano d'Arco). Denise verrà alla luce nel reparto di ginecologia e ostetricia del II Policlinico di Napoli. La signora Cutolo si è ricoverata ieri mattina, pregando l'équipe che l'ha seguita (diretta dal professor Pasquale Martinelli) di fare il possibile per tutelare la riservatezza: "Mi rendo conto che la nascita di mia figlia susciterà la curiosità dell'opinione pubblica. Non porta un cognome qualsiasi, ma farò di tutto perché possa avere una vita normale, tranquilla, lontana dai riflettori e dai pregiudizi".

"Una notizia lieta - dice l'avvocato Gaetano Aufiero, uno dei difensori dell'ex boss - . Il mio cliente ha sulle spalle 43 anni di carcere (interrotti da due brevi latitanze, ndr), continua a dire che vuole pagare i suoi errori con dignità, espiando le pene perché secondo lui questo è l'unico modo per chiedere perdono. Lo Stato gli ha dato la possibilità di diventare padre, credo fosse un suo diritto, a prescindere dalle colpe che ha". Per avere l'autorizzazione al prelievo del liquido seminale, ricorda, ci sono voluti ben otto anni: "E' stata una battaglia iniziata nell'83. Oggi penso dovrebbe essere una cosa del tutto naturale consentire a un detenuto, soprattutto se ergastolano, di avere un figlio con la propria moglie o compagna".

Cutolo un figlio lo aveva già avuto nel 1962, dalla prima moglie Filomena Liguori. Si chiamava Roberto. Fu freddato con dieci colpi di pistola la sera del 19 dicembre 1990 ad Abbiate Guazzone, in provincia di Varese. Una vendetta della camorra. Aveva solo 28 anni, era in soggiorno obbligato a Tradate, dove viveva con la giovane moglie. A condannare a morte Cutolo jr fu Mario Fabbrocino, che per quell'omicidio due anni fa si è preso l'ergastolo.

Unico figlio del boss, che lo definì "il figlio della sfortuna", Roberto Cutolo era stato coinvolto in diverse indagini, tra cui quella per una fornitura di prefabbricati nel dopo terremoto in Campania negli anni '80. Adesso a portare un cognome così ingombrante sarà una femmina. Denise Cutolo è nipote di Rosetta, la sorella sessantaduenne di don Raffaele che per molti anni - con il fratello in carcere - lo ha rappresentato al vertice della Nuova camorra organizzata. All'epoca la roccaforte del clan criminale era il castello mediceo di Ottaviano, una splendida residenza che oggi, divenuto simbolo di libertà, ospita gli uffici del Parco del Vesuvio.

La piccola Denise crescerà in un più modesto appartamento nel centro del paese. Nel suo futuro la camorra sarà solo una parola lontana. "Vorrei che non la sentisse mai nemmeno pronunciare, perché è sinonimo di dolore per tutti - dice Immacolata Iacone dal letto dell'ospedale - . Quando sarà grande magari qualcuno le racconterà delle cose. Saprà chi è suo padre, conoscerà il suo passato, ma Raffaele è mio marito, l'uomo che amo. Non potrei mai immaginare la mia vita senza di lui".

Ventidue anni di differenza, Cutolo e la moglie si sono conosciuti nella sala colloqui del carcere di Ascoli Piceno. Era il 1982. Lei ha 18 anni, è lì coi genitori per far visita al fratello. Lui, don Raffaele, è il super boss della camorra. Comanda, dal carcere, un esercito di 7 mila uomini. "Lo sentii dire che chi fa del male a un bambino va subito ucciso - ricorda la Iacone - . D'istinto gli feci: ma che dice, scusi? Mia madre mi sgridò. Lui era Cutolo. Non dovevo permettermi di rivolgermi così a quell'uomo. Raffaele si fermò, mi guardò. Era incuriosito. Pochi mesi e ci siamo fidanzati. L'ho baciato una sola volta in vent'anni, il giorno del matrimonio in carcere. Lui me lo disse: se ti sposi con me è come essere vedova. Oggi mi ha regalato una figlia, e sono felice".



(30 ottobre 2007)
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categoria: cutolo


sabato, 27 ottobre 2007

RIFIUTI, TORNA L’INCUBO EMERGENZA

RIFIUTIL’emergenza è alle porte o meglio lo è sempre stata ma oggi i napoletani di diversi quartieri di Napoli se ne accorgono. Circa 200 tonnellate di rifiuti questa notte non sono state raccolte dagli autocompattatori dell’Asia. In provincia, soprattutto nell’area nord e nel vesuviano, la situazione è già precipitata. I cassonetti sono pieni praticamente ovunque e le strade sono sporche. Ieri il prefetto ha ascoltato alcuni portavoce delle tre città di Giugliano, Villaricca e Qualiano. Dopo la protesta dell’altro ieri i sindaci e dei rappresentanti della società civile, compresi alcuni parroci, sono saliti al terzo piano. Un summit terminato con una fumata nera. Di fronte alla richiesta di chiusura immediata dell’area di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re la prefettura ha assicurato che entro il cinque novembre sarà indicata una data per la chiusura definitiva. Una risposta che non ha soddisfatto i cittadini dei tre comuni che hanno organizzato una manifestazione davanti alle porte del sito di stoccaggio. Un sit-in nel cuore della notte che durerà per giorni, fino a quando l’area non verrà chiusa definitivamente. Le tre cittadine a nord di Napoli vantano il poco invidiabile record di città con il più alto tasso in Campania di mortalità per tumori al colon. Un cancro causato spesso dai veleni dei rifiuti e dalla diossina.
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categoria: emergenza rifiuti


domenica, 14 ottobre 2007

Dove smantelliamo la portaerei Clemenceau?

La portaerei Clemenceau, una vera e propria bomba ecologica vagante.  Greenpeace tiene sotto controllo la portaerei francese da quando, nel 1997, la nave è stata disarmata e dichiarata in disuso.
Nei piani iniziali, la Clemenceau doveva essere semplicemente affondata nel Mediterraneo e diventare, quindi, una sorta di "scogliera artificiale" altamente tossica. Poi sta facendo il giro del Mediterraneo, passando per l'Egitto, il canale di Suez, sembrava dovesse occuparsene l'India.
Greenpeace non gli ha dato pace per anni, l'ha abbordata diverse volte, poi ha dichiaratoche la Francia sta violando la convenzione di Basilea, in base alla quale è vietato esportare rifiuti tossici verso paesi non Ocse. Lo stato deve assumersi la propria responsabilità, smaltendo l’amianto presente sulla nave prima di inviarla in India" . Insomma un giro lunghissimo, ed il motivo è scritto in un rapporto di Greenpeace, ( Il costo umano dello smantellamento delle navi , Download PDF),che elenca i danni alle persone ed all ambiente nello smantellamento delle navi.
Tutto il giro del Mediterraneo, l'India no, indovinate un po dove potrebbe essere smantellata la portaerei Clemenceau ? Risposta esatta! Il porto di Napoli.
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categoria: greenpeace, pecoraro scanio, bassolinoclemenceau, verdifake


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