Napoli

Blog su Napoli, gli affari, politica le commistioni, il nepotismo, la dittatura della demagogia e dell'oramai vetusto panorama politico-assistenzialista che è incapace di dare alla città ed alla regione un equilibrio economico-produttivo (e chi vi parla non è un conservatore :))
lunedì, 01 giugno 2009

Topolanek nudo nel giardino della Villa e nei viali bionde e brune mozzafiato

Mirek Topolánek, prime minister of the Czech R...

Berlusconi ha potuto visionare settanta scatti, in uno lui è nel patio accanto a una giovane con un «miniabito» nero

ROMA - Berlusconi ha potuto visionare settanta foto scattate durante le feste organizzate a Villa Certosa. Ed è stato dopo averle esaminate che ha deciso di provare a bloccarne la pubblicazione rivolgendosi al Garante della Privacy con un ricorso d’urgenza. Erano soltanto un campione delle 700 immagini del reporter Antonello Zappadu, ma tanto è bastato per intuire i possibili effetti di un'eventuale loro divulgazione. Anche perché, come ammette lo stesso avvocato del premier Niccolò Ghedini, «almeno una ritrae l'ex primo ministro della repubblica ceca Mirek Topolanek nudo in giardino durante la vacanza trascorsa in Sardegna a casa del presidente nel maggio 2008. C'erano anche i suoi bambini, ma non si può mai sapere che cosa esce sui giornali».

L'ex premier ceco non è l'unico ad essere stato ripreso senza veli. Nelle foto circolate finora ci sono pure ragazze in topless o in atteggiamenti discinti ed è difficile prevedere che cosa potrebbe accadere se finissero su qualche quotidiano o rotocalco. Di qui la scelta di muoversi sul doppio binario — Authority e procura di Roma — con un obiettivo preciso: impedire che qualcuno possa utilizzare gli scatti. Il provvedimento di sequestro trasforma infatti il materiale in «corpo di reato» e dunque chi lo usa può essere denunciato per ricettazione. Una misura che si applica in Italia, ma non all'estero dove sarebbero già state avviate trattative per la vendita del servizio. Immagini divenute preziose perché riguardano anche la festa di Capodanno e le vacanze natalizie offerte dal premier a numerose ragazze e in particolare a Noemi Letizia.

In realtà nell'archivio del fotografo di Olbia — diventato famoso due anni fa per aver «beccato» Berlusconi sempre a Villa Certosa in compagnia di cinque ragazze tra le quali spiccava Angela Sozio, la «rossa» del Grande Fratello — sono documentate moltissime occasioni mondane organizzate dal premier. Prova ne sia che il primo contatto per cedere foto al settimanale Panorama risale al dicembre scorso, quando il caso politico non era ancora esploso e soprattutto non si era a conoscenza della frequentazione di Berlusconi con la ragazza di Portici. Quali sono dunque le immagini che Zappadu offriva al settimanale di proprietà della famiglia del premier? Il direttore Maurizio Belpietro sostiene che riguardavano proprio la visita di Topolanek. «Io non le ho viste — chiarisce — anche perché non ero interessato, ma so che erano proprio quelle. Il giornalista Giacomo Amadori fu contattato da questo fotografo che conosce da tempo e mi ha informato, ma non se n'è fatto nulla. Non ho mai pagato questo tipo di servizi e in ogni caso non c'era niente che valesse la pena. Comunque, non avevo certo a disposizione un milione e mezzo di euro». In realtà dalla visita della delegazione ceca erano trascorsi sette mesi, altre scene erano state immortalate. Soprattutto durante l'estate. In una foto ripresa da lontano, ma che lascia intravedere perfettamente le figure, Berlusconi è nel patio di una delle residenza abitualmente riservate agli ospiti. Accanto ha una splendida ragazza bionda. Poco dietro si stagliano le figure di altre due bellezze mozzafiato. Una indossa un miniabito nero, l'amica ha anche lei un vestito nero. Sullo sfondo si intravede un uomo, ma non è possibile riconoscere il volto. Il premier guarda lontano e sorride.

E poi ci sono le immagini delle ragazze immortalate sotto la doccia. Una sequenza ne mostra due, bellissime, entrambe in topless che si rinfrescano sotto il getto dell'acqua. I corpi sono così vicini che sembra quasi si sovrappongano. È possibile che tra le decine di ospiti di Villa Certosa ci fosse qualcuno particolarmente interessante e proprio questo abbia spinto il fotografo ad offrire il servizio a Panorama. Certo è che, dopo il rifiuto incassato a dicembre, Zappadu ha avuto un nuovo contatto con Amadori. E questa volta ha potuto offrire un piatto davvero gustoso. Lui stesso ha raccontato che tra le bellezze ospiti per le vacanze di Natale ha potuto riprendere «una giovane che la dottoressa Mosca ha riconosciuto come Noemi e altre che a me sembravano minorenni». Tra le settanta foto offerte come test per l'eventuale acquisto, una ritrae una giovane bionda che passeggia nel parco mentre parla al telefonino e a poco distanza si nota un uomo che indossa un giaccone di tipo mimetico. Lei ha un cappotto rosso, i jeans e gli stivali. Sembra trattarsi di un periodo invernale. «La mail con la bozza di contratto — spiega Ghedini — è arrivata il 26 maggio. Allegate c'erano le 70 immagini, divise in due gruppi: quelle di Capodanno e quelle di maggio. Lo stesso Zappadu ha detto che in questa situazione anche quelle di Topolanek erano tornate attuali. Non mi sembra ci fossero immagini di Noemi e in ogni caso i volti erano oscurati. Il prezzo indicato è un milione e mezzo di euro». I collaboratori del fotografo negano che fosse la reale richiesta. «E in ogni caso — ribadiscono — questa volta sono stati loro a cercare Antonello. Amadori ha chiamato e ha chiesto di visionare il materiale. Si sono ricordati di quanto era accaduto a dicembre e hanno voluto sapere che cosa avevamo. Ora hanno chiesto il sequestro, ma noi non abbiamo foto scattate all'interno di Villa Certosa e dunque in giro potrebbero esserci scatti fatti da altri».

Fiorenza Sarzanini
31 maggio 2009

http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_31/sarzanini_topolanek_villa_ba5ab006-4db1-11de-891f-00144f02aabc.shtml

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venerdì, 13 febbraio 2009

Viaggio negli atenei dei Baroni.

Viaggio negli atenei dei Baroni. Le casate napoletane? Dagli Auricchio ai Condorelli
I due giornalisti smascherano il nepotismo del sistema accademico italiano. Con un occhio alla Campania

NAPOLI - «Bisogna fare così nell'università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro "le regole del gioco"». È il consiglio, dettato da inchieste sul campo, del libro «Un paese di baroni» (edizioni Chiarelettere), scritto a quattro mani da Davide Carlucci e Antonio Castaldo.

Il saggio - illuminante il sottotitolo Truffe, favori, abusi di potere. Logge segrete e criminalità organizzata. Come funziona l'università italiana - è un vero e proprio viaggio tra gli atenei della penisola, per raccontare le difficoltà e le disillusioni di quanti, troppi, aspettano il loro turno dopo una vita fatta di studio, di esperienze all'estero e di pubblicazioni in riviste autorevoli. Turno che forse non arriverà mai, imbrigliati in un sistema in cui il merito non è la base necessaria di una carriera in ambito accademico. Nomi e compensi, nonché collusioni e lobby: l'analisi del saggio è attenta e puntuale. Del resto i due autori hanno effettuato le loro ricerche «in trincea»: Davide Carlucci, giornalista de «la Repubblica», ha seguito negli anni varie inchieste sul nepotismo universitario e Antonio Castaldo, redattore prima del «Corriere del Mezzogiorno» di Caserta e Napoli, e poi di Bari, e ora per il «Corriere della Sera», ha vissuto sul campo l'esplosione dei primi casi di corruzione universitaria che dalla facoltà di Medicina hanno poi contagiato l'intero ateneo barese.

IL «BARONAGGIO NAPOLETANO» - Attentamente analizzato è il sistema accademico partenopeo. Le docenze sono divise in «casati», dove la discendenza è sentita come titolo preferenziale per intraprendere la carriera universitaria: ad ogni cognome corrisponde una cattedra, in una sorta di moderna ereditarietà feudale. E così abbiamo gli Auricchio, pediatri cattedratici dal 1933, i Califano, illustri chirurghi e i Condorelli, accademici dalla Sicilia alla Campania con amicizie democristiane.
A volte i baroni napoletani estendono il loro potere anche al di fuori della «ristretta» cerchia di cattedre federiciane, collocando perenti e protetti alle docenze della Sun, l'ateneo casertano. E la politica? Non sta a guardare. Da Mastella, la cui amicizia è necessaria per realizzare a Benevento la Scuola Superiore della magistratura, creatura di Pietro Perlingieri, che ne è presidente, a Bassolino e la sua riorganizzazione della facoltà partenopea di Medicina, i nomi dei politici campani e non solo presenti nel saggio non si contano.

Antonella Salese
05 febbraio 2009
Corriere del Mezzogiorno
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mercoledì, 04 febbraio 2009

Camera dei Deputati: volantini con Totò - Berlusconi contro lo sbarramento europeo al 4 per cento

La protesta contro lo sbarramento al 4 per cento alle elezioni europee irrompe alla Camera, dove l’apposita legge di riforma è in discussione.

Riccardo Nencini, Bobo Craxi, Grazia Francescato, Loredana De Petris, Paolo Cento, Mauro Del Bue e altri ex parlamentari hanno lanciato volantini dalle tribune, gridando Democrazia, democrazia. Il Presidente Gianfranco Fini ha sospeso la seduta della Camera ed ha fatto allontanare i contestatori che in precedenza avevano lanciato sugli onorevoli dei mini-volantini raffiguranti un fotomontaggio sulla base della locandina del film “Toto’ truffa”. Al posto di quello dell’attore napoletano c’e’ il volto del premier Berlusconi, colto nell’atto di ricevere una mazzetta di banconote (ma di chi sarà la mano truffaldina che le porge?).

La legge verrà naturalmente approvata lo stesso, probabilmente entro la serata.

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categoria: propaganda, berlusconi, furbi, veltrusconi, il partito democratico


mercoledì, 04 febbraio 2009

Clandestini,Maroni:serve cattiveria

Clandestini,Maroni:serve cattiveria

"Applicare il rigore della legge"

Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ribadisce la linea dura per i clandestini: "Sono stato accusato dai buonisti di turno di essere un leghista razzista che non si preoccupa dei diritti dei più poveri. A me questo buonismo non importa". "Per contrastare l'immigrazione clandestina e tutto il male che porta - ha aggiunto - non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati ad affermare il rigore della legge".

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categoria: diritti umani, maroni


sabato, 06 dicembre 2008

Napoli, Iervolino: ''Ho le mani pulite ma se Pd lo chiede me ne vado''

Napoli, Iervolino: ''Ho le mani pulite ma se Pd lo chiede me ne vado''

Nella foto Rosa Russo Iervolino (Infophoto)
Parisi: ''Veltroni doveva lasciare''

Napoli, Iervolino: ''Ho le mani pulite ma se Pd lo chiede me ne vado''


Il sindaco di Napoli in un'intervista alla 'Repubblica': ''Veltroni deve dirmi cosa ha in mente per questa città''. Rai, Villari: ''Resto ma nessuno mi ha comprato''
Roma, 5 dic. (Adnkronos) - "Comincio a essere stufa. Anche il più integro dei meccanismi alla fine si rompe". Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino (nella foto) non vuole finire stritolata da una crisi politica e amministrativa a Napoli che si preannuncia devastante. Si parla di una convocazione a Roma, da parte del segretario, Walter Veltroni, per lei e per il governatore della Campania, Antonio Bassolino. Cosa c'è di vero? "E' una sciocchezza che sia stato Veltroni a convocare a Roma me e Bassolino. Sono io - assicura il sindaco di Napoli in un'intervista alla 'Repubblica' - che ho cercato oggi Veltroni e non il contrario. Purtroppo Walter è in viaggio verso Atene. Sapete, noi del Pd ci occupiamo molto di politica internazionale...". La convocazione è stata confermata da Giuseppe Fioroni... "un altro genio - replica Iervolino - ma che si sappia: sono io che voglio sapere dal mio partito, dal segretario, dal gruppo dirigente che cosa hanno in mente per Napoli. Stiamo parlando della terza città italiana e dell'unica governata dal partito democratico. Sono io 'con le mie mani pulite' che chiedo a loro di mettere sul tavolo i rilievi che merito io personalmente e le critiche, le censure per la mia giunta". ''Se mi dicono: dimettiti, lo farò. Non sono il tipo -conclude- che si incatena alla poltrona".
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domenica, 06 luglio 2008

G8: «È stato un massacro»

308376«È stato un massacro», queste le parole con cui il pubblico ministero Francesco Cardona Albini ha definito, durante la requisitoria nel processo per i fatti del G8 di Genova, l'irruzione delle forze di Polizia nei locali della scuola Diaz. Cardona ha ricordato i numerosi filmati, le testimonianze e i documenti che dimostrerebbero come l'intera operazione delle forze dell'ordine sarebbe stata decisa e condotta in modo del tutto arbitrario e privo di qualsiasi giustificazione di ordine pubblico.

«Non ci fu lancio di oggetti - ha sostenuto Cardona Albini - né è stata ritrovata alcuna prova della presenza di armi all'interno della scuola». Il riferimento è alle due bottiglie molotov ritrovate nei locali della Diaz e di cui, secondo l'accusa, sarebbe stata accertata «la provenienza esterna». Alla prova dei fatti non reggerebbe neanche l'ipotesi difensiva di «un'origine pregressa» delle ferite riscontrate sui manifestanti. La mole di immagini e documentazione medica prodotta dalle 98 vittime del pestaggio smentirebbe quanto sostenuto dai legali degli agenti, provando invece che all'interno della scuola «non c'erano né armi, né bastoni o oggetti contundenti come quelli visti durante gli scontri con i black block».

L'irruzione nella scuola di via Cesare Battisti viene descritta dal Pm come un vero e proprio assalto: gli agenti hanno prima sfondato il portone centrale e poi sono entrati da un ingresso secondario. E all'irruzione avrebbero assistito anche gli imputati Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, all'epoca rispettivamente direttore dello Sco e vicedirettore dell'Ucigos e oggi ai vertici di antiterrorismo e servizi segreti.

L'elenco delle accuse a carico dei 29 indagati è lungo quasi quanto quello delle ferite dei manifestanti. Si va dalla perquisizione arbitraria alla calunnia, dal falso alle lesioni e alla violenza privata, per finire con il porto illegale di armi da guerra, unico reato che sarebbe ancora perseguibile se verrà approvato il decreto "blocca-processi". I pubblici ministeri Cardona Albini ed Enrico Zucca, torneranno a parlare in aula il 9 e il 10 luglio prossimi, mentre il 17 settembre sarà il turno delle parti civili.
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categoria: politica, politica italiana, diritti umani, forza italia, carlo giuliani, genova 2001, g8 , g8 genova, stati canaglia


lunedì, 16 giugno 2008

Rifiuti radioattivi a Savignano

RIFIUTI RADIOATTIVI, GIALLO A SAVIGNANO NAPOLI
Un carico contenente rifiuti ospedalieri sul quale sono state rilevate lievi tracce di materiale radioattivo, in particolare Iodio 131, una sostanza usata in medicina e comunque non pericolosa al punto che viene somministrata ai pazienti negli ospedali, è stato bloccato all'ingresso della discarica di Savignano Irpino.

Ne è nato un giallo, con il direttore dell'impianto, Liberato Imperato, che ha smentito la presenza di materiale radioattivo parlando solo di rifiuti impropri come bende e cateteri, e il generale Franco Giannini, responsabile del settore tecnico-operativo della struttura di Bertolaso, a confermare la scoperta. In serata il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è complimentato con il generale Giannini sottolineando che proprio il ritrovamento di  "dimostra ancora una volta come nell'assolvimento dei propri compiti, in collaborazione con le forze dell'ordine, i militari impegnati a Napoli stiano svolgendo un ruolo prezioso di cui tutti gli siamo grati". "Questa mattina - ha detto Giannini - durante i controlli, abbiamo rilevato in un carico rifiuti ospedalieri dove c'erano tracce radioattive di Iodio 131".


A quel punto, ha aggiunto il generale, "abbiamo rimandato al sito di trasferenza di Pantano d'Acerra il carico, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento". La struttura diretta da Bertolaso ha anche presentato una denuncia all'autorità giudiziaria. "E' evidente - proseguono dalla struttura - che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani.

L'episodio conferma - si sottolinea - l'accuratezza dei controlli". I risultati conseguiti a Napoli, ha osservato il ministro della Difesa, "sono la risposta migliore a chi parla di divisioni tra forze dell'ordine e militari", sottolineando che entrambi "sono al servizio dell'Italia per garantire la sicurezza interna ed esterna e il rispetto delle leggi, ciascuno nell'ambito dei propri compiti". Non lontano da Savignano, quaranta quintali di rifiuti pericolosi destinati alla Campania per essere smaltiti illecitamente, sono stati sequestrati dai carabinieri della Compagnia di Montella (Avellino).

Il carico era trasportato da due tir provenienti dal Foggiano e diretti in Alta Irpinia. I benefici derivanti dallo sversamento a Savignano tardano tuttavia a farsi sentire. Se la situazione a Napoli città tende a migliorare con 1900 tonnellate di rifiuti ancora a terra, così non è per la provincia, specie per l'area flegrea e quella vesuviana. Ne risente anche il turismo degli scavi archeologici: ad Ercolano cumuli enormi sostano vicino alle Ville Vesuviane, agli Scavi Archeologici e nell'area mercatale di via IV Novembre. Il sindaco, Nino Daniele, denuncerà la grave crisi in cui versa la città vesuviana domani a Napoli nell'incontro in programma con il sottosegretario Bertolaso. Proteste nel Casertano, infine, con un corteo antidiscarica cui hanno preso parte centinaia di persone.

COMITATI CHIAIANO, PROVA CHE IL PIANO E' PERICOLOSO
"Il carico radioattivo ritrovato mentre andava nella discarica appena aperta a Savignano dimostra tutto il pericolo che questo piano rifiuti rappresenta per la nostra regione". E' quanto affermano in una nota i comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano. "Se da un lato - si sottolinea - c'é la gestione illegale dei rifiuti che può portare a situazioni come quella di oggi, dall'altro c'é il decreto governativo che legalizza lo sversamento della gran parte dei rifiuti tossici (fanghi chimici, ceneri pesanti ecc) per fare della Campania lo sversatoio a basso prezzo dell'industria settentrionale. Per questo è vitale perseguire modelli alternativi, praticabili e richiesti dalla stessa Unione Europea". "Nei prossimi giorni - si conclude la nota - si intensificheranno le nostre iniziative per difendere la Selva di Chiaiano che è un patrimonio di Chiaiano, Marano e Mugnano, ma anche di tutta la città di Napoli".
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categoria: generale, napoli, , della, città, rifiuti, savignano, struttura, bertolaso, sversamento, carico, chiaiano


sabato, 14 giugno 2008

L'unica soluzione possibile

Me ne sto in silenzio......
certo brucia la mancanza di democrazia, ma d'altro canto cerco di fare mente locale sul significato di questa parola nelle amministrazioni, negli uffici ed aziende statali ed a partecipazione statale dove quella parola ha assunto la forma di Oligarchia.
Il Comunismo, una parola che purtroppo trasforma i rivoluzionari in Oligarchi, divinità assolute che volano su un infinita distesa di teste, messe tutte sullo stesso piano.
Nelle maglie di questo falso ideologico si innestano tutte le ingiustizie, il nepotismo, l'ingerenza delle autorità ecclesiastiche nella vita delle istituzioni attraverso inserimenti lavorativi strategici di soggetti facenti capo alle varie Curie.
Chi può avere la forza di contrastare la lobbie più potente del mondo? Chi ha lo stesso potere persuasivo? Veltroni? Di Pietro?, comprimari che recitano ad arte la parte degli oppositori,
Questa bugia ideologica regna a Napoli da anni, così in nome dell'uguaglianza della base c'è la staticità assoluta.
Non si fa niente, non si raccologono nemmeno i rifiuti per strada, imbrigliati in una serie di limiti legali invalicabili, e dagli interessi dei gruppi economici, della criminalità, delle amministrazioni e dei burocrati.....(quando i  soggetti non si cumulano).
L'Italia, ribadisco, è fatta ad orticelli, è una forma mentis.
Ognuno che ha un potere,  nel nostro paese, anche il più ridicolo, cerca di metterlo a frutto per scopi personali.
Così ho visto infermieri diventare onorevoli, ho visto anarchici comprare voti, comunisti che hanno scambiato i propri interessi con l'ideologia,  ho visto la camorra, l'anticamorra, la camorra-anticamorra e l'anticamorra-camorra. La realtà ha spesso superato la fantasia, ed ognuno indossa il suo vestito in questo caos gigantesco che ti doveva portare al potere, ma in questo momento rimani .... l'unica soluzione possibile.
venerdì, 16 maggio 2008

Meetups di Beppe Grillo, fine di un sogno

Mi chiamo Felice Iovino e come avevo previsto tutti i movimenti senza uno sbocco, dopo un po implodono su se stessi, così succede al movimento dei Meetups di Grillo, che oltre a due Platonici quanto inconcludenti VDay, che hanno registrato una buona partecipazione popolare sulla scia di un malcontento diffuso, non hanno saputo dare risposte politiche all'emergenza democratica Italiana.

Con il primo V day abbiamo alimentato il camino di Marino per un bel po, con il secondo ci faranno camionate di carta igienica in quanto incostituzionali.

Il problema è la composizione di quei gruppi, troppo spesso affollati da anarcoidi, che cercano solo un bersaglio dove sfogare le proprie frustrazioni, il tutto senza una proposta alternativa, il tutto rimanendo bendati, (spesso leggete sono dei nomi come nick name mai dei cognomi).

La proposta è andare oltre Grillo, selezionando dei gruppi attivi iniziali con persone di capacità e talento nei vari campi.

Il primo evento il 28 Giugno.

STAY TUNED

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sabato, 16 febbraio 2008

Comunicato politico numero due

Comunicato politico numero due

grillo_rivoluzione.jpg

Il 25 aprile a Torino in piazza Castello ci sarà il V2 day. In tutte le piazze d’Italia si raccoglieranno firme per tre referendum per una informazione libera in un libero Stato. L’anticipo del V2 day non è possibile. Le piazze in periodo elettorale sono a disposizione dei partiti. Beppe Grillo ha chiesto la disponibilità di alcune piazze prima del 13 aprile e ha ricevuto un rifiuto. Il cambiamento deve venire dal basso, dai cittadini informati. Una lista civica nazionale ora e con questa legge elettorale anti costituzionale è un suicidio. Le liste civiche per il 13 aprile saranno presenti in molte città. Io sarò presente nelle città durante la campagna elettorale. Per le elezioni amministrative del 2009 le liste civiche saranno centinaia. I mezzi di disinformazione di massa sono all’opera per nascondere i problemi del Paese. I partiti occupano l’informazione. I giornalisti sono servi dei partiti con poche eccezioni. Stampate e diffondete La Settimana per tutti coloro che non possono collegarsi in Rete. Scrivete sui vostri blog le falsità quotidiane del regime e smascheratele. No ai pregiudicati nelle liste elettorali. No ai condannati in primo e in secondo grado nelle liste elettorali. Gli eletti/nominati in attesa di giudizio ottengono l’immunità parlamentare e evitano il carcere. No all’immunità parlamentare. Non esistono cittadini più uguali degli altri. Il blog pubblicherà il nome dei prescritti, dei condannati in via definitiva, in primo e secondo grado presenti nelle liste elettorali. Il 13 aprile è una data come le altre, chi vince perde comunque. Informatevi e informate. Per un nuovo Rinascimento. V-day 25 aprile.
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